Fratture della clavicola

Tutte le informazioni contenute in questo articolo sono tratte dall'opera "Traumatologie en pratique sportive" - Yves Catonné, Frédéric Khiami, Gérard Saillant

Fisiopatologia e classificazione delle fratture della clavicola

Le fratture della clavicola sono relativamente comuni, rappresentando l'1,3% di tutte le fratture, con un'incidenza più elevata tra gli sportivi. Tipicamente, queste fratture derivano da una caduta sulla spalla o sul braccio in abduzione, sebbene siano frequenti anche i traumi diretti.

Spesso benigne, queste fratture possono essere complicate da infezioni, soprattutto post-chirurgia, nonché da complicanze polmonari (come lo pneumotorace) e vascolonervose. La maggior parte delle fratture (75%) colpisce la diafisi, mentre le fratture delle estremità sono meno frequenti.

È cruciale conoscere bene l'anatomia della clavicola per differenziare le fratture stabili da quelle instabili e per interpretare correttamente gli spostamenti osservati sulle radiografie.

 

Clinica

Clinicamente, la presentazione varia in base alla localizzazione della frattura. Il paziente tipico mantiene il braccio in modo protettivo. L'esame deve includere una valutazione della cute per rilevare eventuali ferite che potrebbero controindicare una chirurgia immediata. È inoltre essenziale verificare la presenza di ematomi, edema o protrusione ossea, in particolare a livello del frammento prossimale.

 

Imaging

La radiografia standard è sufficiente per diagnosticare il tipo e lo spostamento della frattura. Alcune proiezioni mirate sono talvolta necessarie per esaminare le fratture alle estremità dell'osso. Per le fratture più complesse, in particolare quelle del terzo laterale, può essere richiesta una TC per una valutazione più dettagliata, e un'ecografia può essere utile per valutare le lesioni legamentose e confermare l'instabilità della frattura.

Questi elementi consentono una gestione appropriata delle fratture della clavicola, dalla diagnosi alla pianificazione del trattamento, fino al monitoraggio delle potenziali complicanze.

Classificazione delle fratture di clavicola

Tipo I: frattura al di fuori dei legamenti coracoclavicolari (lieve spostamento, nessuna lesione dell'articolazione acromioclavicolare).

frattura clavicola classificazione di neer

Tipo IIA: frattura all'interno dei legamenti coracoclavicolari.

frattura clavicola classificazione di neer

Tipo IIB: frattura a livello dei legamenti coracoclavicolari.

frattura clavicola classificazione di neer

Tipo III: frattura che coinvolge l'articolazione acromioclavicolare.

frattura clavicola classificazione di neer

Frattura di Latarjet: terzo frammento contenente l'inserzione dei legamenti coracoclavicolari.

frattura clavicola classificazione di neer

Trattamento delle fratture della clavicola


Trattamento ortopedico

La maggior parte delle fratture della clavicola è stabile e viene trattata in modo ortopedico. Per il terzo mediale e medio, un'immobilizzazione con un'imbracatura è spesso sufficiente, soprattutto se la frattura è non scomposta e stabile. Tuttavia, le fratture con uno spostamento significativo possono richiedere un approccio più aggressivo.


Tecniche chirurgiche

Per le fratture scomposte o instabili, in particolare nel terzo esterno e medio, il trattamento preferito è chirurgico:

• Osteosintesi con placca e viti
• Osteosintesi con endobutton

chirurgia della clavicola


Indicazioni di trattamento

La scelta tra trattamento ortopedico o chirurgico dipende da diversi fattori come il tipo e lo spostamento della frattura. Le fratture esposte, le complicanze vascolonervose e le lesioni polmonari richiedono solitamente un intervento chirurgico.


Risultati e ritorno allo sport

La gestione adeguata delle fratture della clavicola consente generalmente un ritorno allo sport in tempi ottimizzati. Gli studi dimostrano che il tasso medio di ritorno allo sport è del 92% a circa 14 settimane, con un consolidamento effettivo delle fratture trattate chirurgicamente più rapido rispetto a quelle trattate ortopedicamente.


Complicanze

Sebbene il trattamento ortopedico presenti pochi rischi di complicanze gravi, le fratture scomposte non trattate chirurgicamente possono portare a risultati meno favorevoli. Le complicanze chirurgiche includono infezioni, dolore in corrispondenza dell'impianto e casi di pseudoartrosi.

Conclusione

Le fratture della clavicola richiedono una gestione precisa e adattata. Le fratture stabili possono spesso essere gestite con successo in modo conservativo, mentre le fratture scomposte beneficiano di un intervento chirurgico per garantire un consolidamento rapido e un ritorno efficace alle normali attività, specialmente per gli atleti.