Cos'è l'adenomiosi?

Redatto da: Lisa Gilet

Adenomiosi: in carne ed ossa

Parliamo un po' dell'utero e della sua anatomia

Anatomia intrinseca dell'utero

L'utero, un organo centrale dell'apparato riproduttivo femminile, si trova nel cuore del bacino, annidato tra la vescica e il retto. Immaginate un frutto dolce, quasi come una pera rovesciata, che riposa lì, pronto ad accogliere la vita. Di fatto, nelle donne che non hanno mai avuto figli, le dimensioni dell'utero sono simili a quelle di questa pera. Ma, come ogni frutto che matura nel tempo, anche l'utero può ingrandirsi, soprattutto dopo aver vissuto la bellezza della maternità.

Le parti dell'utero

  • Corpo dell'utero: È la parte principale e più voluminosa. Immaginatelo come la polpa succosa della pera.

  • Fondo dell'utero: È la parte superiore, dove si collegano le tube di Falloppio, simile alla parte alta della pera vicino al picciolo.
  • Istmo: È la zona di transizione, un po' come la metà della pera dove inizia a restringersi.
  • Collo dell'utero (cervice): È la parte inferiore, più stretta, che si protende nella vagina. Pensatela come alla base stretta della pera.
Anatomia dell'utero

Istologia dell'utero

L'utero non è solo un semplice frutto; è composto da strati complessi che hanno ciascuno una funzione unica.

  • Perimetrio: Lo strato esterno, simile alla buccia sottile di un frutto, che protegge il resto delle strutture.
  • Miometrio: È lo strato muscolare robusto, un po' come la polpa soda di un frutto. Durante il parto, questo strato si contrae per aiutare la nascita del bambino.
  • Endometrio: Lo strato interno morbido e nutriente, come la parte più dolce e succosa di un frutto. È qui che l'embrione si impianta e cresce. Questo strato si trasforma ed evolve in funzione dei cicli mestruali, pronto ad accogliere la vita o a rinnovarsi.
Anatomia e istologia utero

L'utero è inoltre dotato di una ricca rete di vasi sanguigni, essenziale per nutrire l'embrione in crescita e per sostenere le funzioni mestruali.

Anatomia patologica dell'utero: l'adenomiosi

L'adenomiosi, cos'è?

L'adenomiosi è un'anomalia della zona di giunzione tra l'endometrio e il miometrio dell'utero. Ciò permette alle cellule dell'endometrio di passare e infiltrare quindi il miometrio.

Viene spesso definita la sorella minore dell'endometriosi, poiché si tratta di una versione di quest'ultima localizzata all'utero. Tuttavia, va notato che una donna può presentare entrambe le patologie contemporaneamente.

L'adenomiosi è una compagna silenziosa ma dolorosa per molte donne. Si nasconde dietro le pareti dell'utero, dove tessuti simili a quelli dell'endometrio mettono radici dove non dovrebbero. Ciò comporta spesso una sensazione di pesantezza, dolori e mestruazioni più intense.

L'adenomiosi è caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale - che normalmente riveste l'interno dell'utero - nello strato muscolare uterino (miometrio). Questa infiltrazione porta a un'ipertrofia del miometrio e a sintomi spesso dolorosi.

Dal punto di vista anatomopatologico, si osserva:

  • Isole di tessuto endometriale ghiandolare e stromale circondate da muscoli lisci ipertrofici.
  • Un'iperplasia reattiva del miometrio adiacente.
  • Microemorragie interne e fibrosi, che possono contribuire a un aumento delle dimensioni dell'utero.
Anatomia adenomiosi

Quali sono i sintomi dell'adenomiosi?

Questa patologia è asintomatica in 2 casi su 3, ma colpirebbe tra l'11 e il 13% delle donne.


L'adenomiosi è benigna poiché non mette in pericolo la vita della paziente. Tuttavia, può incidere pesantemente sulla vita quotidiana delle pazienti a causa di eventuali dolori intensi. Inoltre, le vengono descritti tre sintomi:

  • La menorragia, ovvero cicli mestruali lunghi e abbondanti
  • La dismenorrea, ovvero i dolori legati al ciclo mestruale
  • La metrorragia, corrispondente a perdite di sangue al di fuori del periodo mestruale.

Quali sono le conseguenze dell'adenomiosi?

L'infertilità vi è abbastanza spesso associata, poiché un'adenomiosi importante potrebbe essere all'origine di un processo infiammatorio della parete uterina, impedendo così l'impianto dell'embrione al suo interno.

Tuttavia, i trattamenti proposti nei percorsi di procreazione medicalmente assistita (PMA) agiscono positivamente su questa patologia, favorendo così le probabilità di gravidanza.

Come gestire l'adenomiosi?

Come si può diagnosticare l'adenomiosi?

Inizialmente, la diagnosi di adenomiosi veniva posta dopo un'isterectomia nelle donne che non desideravano più figli o i cui sintomi compromettevano eccessivamente la loro vita quotidiana.


Oggi, la diagnosi è possibile grazie a tecniche di imaging meno invasive, come la risonanza magnetica (RM) e l'ecografia transvaginale.


Quali sono i trattamenti per l'adenomiosi?

Al momento, non sembra esistere un trattamento curativo per l'adenomiosi. Tuttavia, alcune terapie permettono di trattarne i sintomi: l'embolizzazione (tramite l'introduzione di piccole sfere di gel) delle arterie uterine o l'assunzione di sostituti ormonali che riducono la stimolazione dei tessuti endometriali permettono di alleviare la menorragia.


L'asportazione dell'utero o isterectomia appare come il trattamento radicale dell'adenomiosi. Naturalmente, questo verrà proposto in base all'età della donna, al suo stato riproduttivo e allo stadio dei suoi sintomi clinici.

In sintesi:

L'adenomiosi è una patologia caratterizzata dalla migrazione di cellule endometriali (dallo strato più interno dell'utero) verso il miometrio (lo strato intermedio e muscolare). Tale anomalia è all'origine di un'infiammazione dei tessuti adiacenti, essa stessa responsabile dei possibili sintomi della malattia: dolori, mestruazioni lunghe e abbondanti e sensazione di pesantezza pelvica in particolare. Questa patologia può anche creare disturbi della fertilità, ma un supporto specializzato permette di inibirne gli eventuali sintomi e conseguenze.

Fonti
  • Anatomia & fisiologia umana, Elaine N. Marieb
    • Endofrance: associazione francese di lotta contro l'endometriosi
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